All’inizio della navata destra si possono ammirare gli unici due riquadri superstiti di un più esteso ciclo che raffigurava la vita di san Guglielmo di Malavalle, fondatore dei guglielmiti. Questi monaci abitarono l’abbazia dopo i monaci benedettini, dal 1286 al 1445.
Nei dipinti è raffigurato un episodio tratto dalla Vita, redatta da Teobaldo nel XIII secolo. Questo scritto fondeva insieme le biografie di due personaggi storici differenti: Gugliemo, decimo duca d’Aquitania, e Guglielmo di Malavalle, eremita presso Castiglione della Pescaia. Questi personaggi hanno in comune non solo il nome, ma anche la condizione sociale di nobile e la conversione alla vita monastica.
Gli affreschi, databili verso la fine del XIV secolo, rappresentano Guglielmo d’Aquitania, convinto oppositore di papa Innocenzo II, a cavallo, accompagnato dal suo esercito. Il duca indossa una corona e una ricca veste. Intorno a lui si vedono soldati, attendenti e trombettieri che annunciano l’arrivo del potente duca. Nel riquadro di destra, è raffigurata la sua conversione avvenuta per opera di san Bernardo di Chiaravalle. Dopo aver celebrato la Messa, quest’ultimo portò il Santissimo Sacramento davanti al duca, il quale cadde da cavallo rimanendo tramortito. Rialzato, cadde di nuovo. Fu allora che san Bernardo gli comandò di alzarsi e ascoltare la parola di Dio. Guglielmo si alzò e iniziò il suo percorso di conversione.
Volgiamoci ora verso il primo arco che separa la navata centrale da quella destra: si scorge una testa di un santo, mentre sulla parete che taglia la navata destra in due, si riconosce la figura intera di un monaco, raffigurato insieme al donatore ai suoi piedi.
Dobbiamo ora spostarci all’esterno della chiesa e prendere il vialetto di destra.
