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11. il campanile
Alziamo ora lo sguardo verso il campanile. Davanti a noi, si erge una struttura slanciata ed elegante, un perfetto esempio di architettura romanica laziale, capace di unire sobrietà e solidità. Il campanile, costruito tra l’XI e il XII secolo, è alto quasi trenta metri. Si presenta come una torre a più ordini sovrapposti, ognuno leggermente più stretto del precedente. Questa progressiva riduzione non è solo un espediente estetico, ma anche una soluzione ingegnosa per garantire stabilità e leggerezza visiva. Osserviamo le aperture delle finestre che cambiano man mano che si sale. Nel primo livello troviamo semplici monofore, piccole e robuste; nel secondo, compaiono delle bifore semplificate, mentre negli ultimi due, eleganti trifore che alleggeriscono la massa muraria. Le trifore sono composte da colonnine di marmo e capitelli con profili molto variegati. Questo crescendo ritmico di aperture è tipico dei campanili romanici e concede alla torre un senso di armonia ascendente. La muratura è realizzata con pietra locale nella parte inferiore, e laterizio, in quella superiore. Punto di riferimento per la comunità monastica e agricola che viveva nel villaggio sorto attorno all’abbazìa: con le sue campane chiamava alla preghiera, solennizzava le feste, piangeva i defunti, segnava il lavoro dei campi e avvertiva in caso di pericolo.