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5. l'iscrizione di Severus
Spostiamoci vicino alla seconda colonna della navata sinistra. A terra, vicino la base, alla fine della croce che decora la pavimentazione della navata centrale, si scorge l’epigrafe funeraria di Severus, risalente al quinto secolo dopo Cristo. L’epigrafe è priva della parte sinistra e delle righe superiori. Il celebre erudito Onofrio Panvinio, nato nel 1529 e morto nel 1568, copiò e trascrisse un’iscrizione identica a questa dell’Argentella, solamente più lunga di quattro righe e ugualmente mancante della parte sinistra. Egli la elenca tra le epigrafi romane, non specificando il luogo dove potè osservarla. Alcuni studiosi, basandosi sulla sua testimonianza, ritengono che fu traslata da Roma all’Argentella nel corso del XVIII secolo. Tuttavia in quel tempo l’abbazia era già abbandonata da tre secoli, motivo per cui altri studiosi ritengono invece che Panvinio la lesse e la copiò proprio qui a Palombara. Torniamo ora verso il centro della navata principale, dinanzi ai gradini che conducono al presbiterio, guardando bene, si può notare nella pavimentazione una disposizione differente di alcuni laterizi rispetto agli altri: testimoniano la presenza, al di sotto dell’attuale pavimento, di tre porzioni di muro del primitivo oratorio risalente al VI-VIII secolo, ritrovati nel corso degli anni Settanta del secolo scorso durante i lavori di rifacimento del pavimento. Il primo luogo di culto era notevolmente più piccolo rispetto alla chiesa attuale del XII secolo e fu ampliato una prima volta nel corso del IX secolo. Scendiamo ora nella cripta, percorrendo la scala posta nel fondo della navata sinistra.