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7. la cappella aerea di san Michele
Saliamo le scale che conducono a un ambiente quadrangolare sopraelevato, posto alla base del campanile: nella piccola abside si può ammirare un affresco databile al XII secolo raffigurante l’Arcangelo san Michele. È raffigurato frontalmente, abbigliato alla bizantina, con un ricco vestito orlato di perle. Impugna una lancia con la mano destra, mentre con la sinistra presumibilmente doveva reggere la bilancia utilizzata per pesare le anime dei defunti. Secondo alcuni studiosi quest’ambiente doveva essere una schola cantorum, per altri, invece, doveva trattarsi di una cappella cosiddetta “aerea”, tipica dell’ambiente franco di età carolingia e ottoniana, riscontrabile anche all’interno del campanile dell’abbazia di Farfa. Interessante notare il volto di colore verde dell’Arcangelo: appare in questo modo poiché, di tutti gli strati di colore applicati per dipingere il volto, è rimasto solamente lo strato di fondo detto “verdaccio”. Si trattava appunto di un colore di base, spesso con una tonalità verde-grigiastra, fondamentale negli affreschi medievali e del Rinascimento. Serviva, infatti, a definire il volume e le ombre dei volti e delle altre parti del corpo, prima di applicare i colori più luminosi, realizzando in tal modo l’effetto di chiaroscuro. Voltatevi ora e avvicinatevi alla lastra di pietra utilizzata come parapetto. Si tratta di una grande lastra di onice calcarea, chiamata anche onice alabastrite. Questa pietra ha la caratteristica di essere traslucida. Provate, infatti, ad accendere la torcia del vostro telefono e ad appoggiarla alla lastra. Sporgendovi potrete vedere la luce filtrare dall’altro lato. Scendiamo e spostiamoci nella navata destra.