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Immersa nel fascino senza tempo delle dolci colline della Sabina, la chiesa di Santa Maria Assunta a Tarano si presenta come un tesoro di rara magnificenza medievale, le cui origini storiche affondano nel lontano 952 d.C., anno in cui il borgo viene menzionato per la prima volta in documenti dell’Abbazia di Farfa. Questa imponente struttura, che domina il raccolto abitato di case in pietra, è un perfetto esempio di arte tardo-romanica e deve il suo completamento originario agli inizi del XII secolo, come testimoniato da un’epigrafe muraria datata 8 settembre 1114 situata sul campanile. Nel corso del Duecento, periodo di massimo splendore per il borgo, l'edificio subì una trasformazione radicale che ne definì l'attuale asimmetria: alla grande navata centrale originaria furono aggiunte le due navate laterali, inglobando nella struttura la torre campanaria di cinque piani che in precedenza sorgeva separata. La facciata è impreziosita da un rosone cosmatesco adornato da minute tessere lapidee policrome; questo elemento architettonico è unico nel territorio per le sue scanalature ad andamento "a falce di luna", più larghe al centro e strette ai lati, che sembrano quasi anticipare il gusto gotico pur mantenendo una struttura pienamente romanica. Varcando la soglia, l'interno rivela una stratificazione artistica che narra secoli di devozione, a partire dai frammenti di affreschi votivi della seconda metà del XIII secolo, tra cui spicca un san Bartolomeo, fino a giungere a una pregevole Crocifissione risalente alla metà del XIV secolo. Tra le meraviglie custodite nelle navate, il visitatore può ammirare una Pietà in terracotta policroma del XV secolo di fattura tedesca e un dipinto del 1562 proveniente dalle rovine del convento di San Francesco, oltre a una scultura lignea del XVII secolo di Iacopo da Maiano e opere pittoriche di Girolamo Troppa. Situata nella centrale Piazza Umberto I, la chiesa non è solo un luogo di culto ma una vera e propria macchina del tempo capace di trasportare il turista nel cuore pulsante del Medioevo sabino.

Informazioni

  • Attualmente chiusa per restauro.
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