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Immersa nel suggestivo paesaggio rurale della Sabina, Santa Maria in Vescovio è stata per secoli una "cattedrale senza città", caso unico nella storia. Il complesso monumentale venne eretto nei pressi dei resti dell'antico municipium romano di Forum Novum. Questo luogo, il centro più importante della storia civile e religiosa del territorio, deve il suo nome alla corruzione del termine episcopium, poiché fu sede della diocesi sabina fino al 1495. La sua storia millenaria inizia, secondo la tradizione, intorno al 380 d.C. per volere dell'imperatore Teodosio, che avrebbe fatto erigere la prima chiesa sulla casa della famiglia degli Ursaci, dove l'apostolo san Pietro avrebbe celebrato la fractio panis. Testimone dell'evangelizzazione della regione, ospitò le spoglie mortali dei santi martiri Fabio, Massimo e Basso, custodite fino al IX secolo nella cripta. Subì la distruzione da parte dei Saraceni nell'876 d.C., per poi essere ricostruita nelle semplici forme che ammiriamo ancora oggi, affiancata dallo snello campanile a cinque ordini di bifore e trifore.
Varcando la soglia dell'unica navata, il visitatore viene accolto da un tesoro artistico di inestimabile valore: un imponente ciclo di affreschi databile all'ultimo decennio del XIII secolo e attribuito alla scuola di Pietro Cavallini, uno dei massimi maestri del Medioevo romano. Sulla controfacciata domina un grandioso Giudizio Universale che, per iconografia e stile, richiama fortemente i capolavori cavalliniani di Roma, mostrando il Cristo Giudice circondato dagli apostoli e dagli strumenti della Passione. Le pareti laterali narrano invece la storia della salvezza attraverso scene del Vecchio Testamento a destra e del Nuovo Testamento a sinistra, separate da pilastri dipinti con raffinati motivi cosmateschi. Questi dipinti, rimasti nascosti per lungo tempo sotto uno strato di calce ottocentesco, sono tornati alla luce solo grazie ai restauri degli anni '30 del Novecento.
Oltre alla sua magnificenza architettonica e pittorica, Vescovio è profondamente amata come Santuario Mariano, un ruolo confermato ufficialmente nel 2024 con il riconoscimento di santuario di rilevanza diocesana da parte del vescovo Ernesto Mandara. Il cuore spirituale del complesso è la miracolosa icona della Madonna della Lode, situata al centro dell'abside sopra la cattedra episcopale. Si tratta di una tavola del XV secolo che riproduce un'immagine molto più antica raffigurante la Theotokos. In questa icona, il Bambino Gesù stringe un rotolo con il versetto del Salmo 8: "dalla bocca dei bimbi e dei lattanti hai ricevuto la lode", un messaggio che ancora oggi invita i pellegrini alla preghiera e alla meditazione in questo angolo di paradiso sospeso nel tempo.

Informazioni

  • Sito: www.santuariovescovio.it
  • Orari di apertura
    Lunedì – Domenica: 09:00 – 19:00
  • Indirizzo: Vocabolo Vescovio, Torri in Sabina (RI)
  • Antiquarium: prossima apertura
  • Telefono: 3717603576
  • E-mail: santuariovescovio@gmail.com
    oppure beniculturali@diocesisabina.it
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