L'Eremo di San Cataldo a Cottanello, incastonato nella roccia calcarea alle pendici del Monte Sterpeto, rappresenta un gioiello del romanico in Sabina. Le sue origini sono avvolte nel mistero, ma gli studiosi ne collocano la fondazione tra il X e l'XI secolo, quando i monaci benedettini dell'Abbazia di Farfa lo scelsero come luogo di eremitaggio, contemplazione e predicazione. Nonostante la tradizione narri che San Cataldo, vescovo di Rachau e di Taranto, vi si rifugiò nel 325 d.C. per sfuggire alle persecuzioni ariane, tale evento non ha fondamento storico; la dedicazione è più probabilmente legata alla devozione degli abitanti del borgo dopo il ritrovamento del corpo del santo a Taranto nel 1094. L'interno, caratterizzato da un'atmosfera mistica, è diviso in due vani separati da un arco a tutto sesto e custodisce uno degli affreschi tra i più antichi della Sabina, risalente al XII secolo. Quest'opera occupa la parete sinistra e raffigura il Redentore benedicente su un trono gemmato, circondato dai dodici apostoli e da una teoria di sei sante nel registro inferiore. Sul ginocchio destro di Cristo è chiaramente visibile un TAU, che secondo una tradizione locale fu apposto da San Francesco d'Assisi durante la sua permanenza in questo territorio tra il 1217 e il 1223. La cappellina absidata presenta inoltre una volta a crociera decorata con scene della Genesi, tra cui il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, e ospita un altare realizzato nel celebre marmo rosso di Cottanello, materiale di pregio utilizzato anche dal Bernini per le colonne interne della Basilica di San Pietro a Roma. È affascinante ricordare come questi capolavori medievali tornarono alla luce solo nel 1943, quando l'esplosione di una mina per far saltare la strada sottostante durante la ritirata delle truppe tedesche causò il distacco dello strato di intonaco seicentesco che li celava. Lungo le pareti si trovano anche un'iscrizione lapidea che ricorda il luogo leggendario dove riposava il capo di San Cataldo e una scala scavata nella roccia che porta al piano superiore, dove un piccolo campanile a vela ospita una campana di bronzo: da lì si gode una vista che spazia dall'antico castello fino al Monte Soratte.
Informazioni
- Sito: www.diocesisabina.it/i-luoghi-della-cultura/chiese-a-porte-aperte/
- Orari di apertura:
Lunedì - Domenica: 09:00 – 17:00tramite prenotazione con l'app Chiese a porte aperte - Indirizzo: Strada Provinciale 45/F, Cottanello (RI)
