Il Duomo di Sant’Antonino a Fara rappresenta una delle testimonianze architettoniche e religiose più insigni della diocesi sabina, distinguendosi per una singolare struttura articolata su tre livelli che comprendono la primitiva chiesa trecentesca sotterranea, l’aula liturgica attuale al livello terreno e i piani superiori un tempo destinati agli alloggi dei canonici. Le radici di questo complesso affondano tra il XII e il XIII secolo, con una prima menzione ufficiale risalente al 1232 in una lettera di papa Gregorio IX, mentre la chiesa tardo-medievale originaria, edificata a ridosso delle mura castellane, conserva ancora oggi nella sua parte sotterranea un affresco del Redentore attribuito a Cola dell’Amatrice. Il monumentale ampliamento che portò alla configurazione attuale avvenne tra il 1496 e il 1506, coincidendo con un periodo di grande prosperità economica e diventando il simbolo spaziale dell’egemonia della famiglia Orsini sull’Abbazia di Farfa e sui territori circostanti. Elevato a collegiata nel 1513 dal cardinale Sisto della Rovere, il Duomo vide i suoi ambienti superiori trasformarsi nel tempo, passando da residenza del capitolo a sede del “monte frumentario” per la conservazione del grano tra il XVIII e il XIX secolo. All’interno, l’elegante veste settecentesca assunta nel 1789 custodisce opere interessanti come il Compianto su Cristo morto di Cola dell’Amatrice e i resti del ciclo decorativo di Sebastiano Florio, allievo di Giorgio Vasari, oltre a pregevoli tele di Vincenzo Manenti. Un pezzo di inestimabile valore storico-liturgico è il tabernacolo a tempietto disegnato dal Vignola nel 1563 per il cardinale Alessandro Farnese. Tra le curiosità che affascinano i visitatori vi è anche il crocifisso processionale del XVII secolo, oggetto di una leggenda locale che lo voleva rivestito di pelle umana, ipotesi smentita dal restauro del 2023 che ha identificato il materiale come cuoio bovino. Proprio grazie ai recenti lavori di consolidamento sismico e restauro, voluti dal vescovo Ernesto Mandara e ultimati nel 2023, il Duomo ha potuto finalmente riaprire le sue porte dopo 30 anni di chiusura, tornando a splendere come cuore pulsante del borgo di Fara. Da non perdere anche il Museo Civico Archeologico e il Museo del Silenzio all’interno del Monastero delle Clarisse Eremite.
Informazioni
- Sito: www.visitfarainsabina.it
- Orari di apertura:
Dal giovedì alla domenica 10:00 – 18:00 (invernale) 10:00 – 19:00 (estivo) Pausa pranzo 13:00-14:00. È consentita la prenotazione. Info presso l’Ufficio Turistico Comunale del Comune di Fara in Sabina - Indirizzo: Piazza Duomo, Fara in Sabina (RI)
- Costo: ingresso gratuito
- Telefono: 0765 277321
- Ufficio Turistico: 380 2838920
- E-mail: info@museofarainsabina.itoppure beniculturali@diocesisabina.it
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