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Dopo che i Benedettini lasciarono l’Argentella nel 1286, il cardinale Jacopo Savelli vi insediò i monaci Guglielmiti: il loro fondatore, san Guglielmo di Malavalle, oltre a essere stato un grande anacoreta, fu anche un impavido cacciatore di draghi. Infatti, secondo la leggenda, ne uccise uno che stava a guardia di una fonte d’acqua nei pressi di Castiglione della Pescaia. Pure la Sabina in passato era flagellata dalla presenza di queste mostruose creature: tra paesaggi incantevoli e antichi borghi, si intrecciano le leggende di santi sauroctoni - cioè uccisori di rettili - che affrontarono tali bestie. San Lorenzo Siro, a Farfa, è il protagonista di una storia epica, dove la sua fede incrollabile lo spinse a opporsi a un drago. A Trebula, la coraggiosa Santa Vittoria ne combatté un altro che minacciava la terra, proteggendo i suoi abitanti. E sopra il Monte Soratte, San Silvestro, testimone di un'incredibile visione, vide gli angeli scendere dal cielo per sconfiggere il temibile drago del Tancia. Queste storie di lotte divine e miracoli risuonano ancora nelle pietre e nei sentieri che attraversano la Sabina. Scopri i luoghi dove il divino e il misterioso si fondono, in un viaggio tra storia, fede e leggende indimenticabili.

SAN LORENZO SIRO
E IL DRAGO DEL MONTE ACUZIANO

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SAN SILVESTRO
E IL DRAGO DEL MONTE TANCIA

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SANTA VITTORIA
E IL DRAGO DI TREBULA

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