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Papa Silvestro I, pontefice dal 314 al 335 d.C., è considerato una figura chiave nel passaggio dell’Impero Romano dal paganesimo al cristianesimo. Gli viene attribuita, secondo la tradizione, la conversione dell’imperatore Costantino, un evento che cambiò il corso della storia occidentale. Tra le numerose leggende legate alla sua figura, spicca quella di un potente drago che infestava Roma, rintanato in una grotta presso la Rupe Tarpea o il colle Palatino. Si narra che il Papa, armato solo di un crocifisso e invocando l’aiuto di Cristo e della Vergine, sia sceso i 365 gradini che lo separavano dalla creatura. Alla vista della croce, il drago divenne immediatamente mansueto, permettendo a Silvestro di legarlo con un filo della sua veste e di condurlo in superficie alla folla, che infine uccise il mostro. Questa leggenda è considerata un'allegoria della vittoria della fede cristiana sui culti pagani preesistenti.
Prima della conversione di Costantino, per sfuggire alle persecuzioni, San Silvestro si ritirò in eremitaggio sulla cima del Monte Soratte. Egli trovò rifugio in un'insenatura naturale (una dolina) situata sulla vetta, trasformando quel luogo, anticamente sacro al dio Sorano e ad Apollo, in un ritiro di preghiera. Legata a questo periodo è un'ulteriore leggenda sabina: si racconta che una notte, mentre pregava sul Soratte, Silvestro vide due angeli scendere dal cielo accompagnati da fulmini per sconfiggere un drago che devastava la zona del Monte Tancia. In seguito a questa visione, il Papa si recò alla grotta sul Tancia con una folla di fedeli e la consacrò a San Michele Arcangelo.
Il Monte Soratte conserva ancora oggi un prezioso patrimonio di eremi e insediamenti monastici. Tra questi: l’eremo di San Silvestro, situato sulla cima più alta del monte, edificato sulle rovine dell'antico tempio di Apollo, restaurato da Carlomanno nel 747, presenta tre navate e una cripta che ospitava il sepolcro del Beato Paolo Giustiniani; l’eremo di Santa Romana, un santuario rupestre costruito all'interno di una grotta e consacrato nel 1218; l’eremo di Santa Maria delle Grazie, convento che custodiva un’immagine mariana estremamente venerata in passato; e ancora l’eremo di Sant’Antonio, quello di Santa Lucia e, infine, quello dedicato a San Sebastiano.

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